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CHIESA DI PALU’ DEL FERSINA

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Fino al XIII secolo il versante della valle dei Mocheni alla sinistra del torrente Fersina non era stabilmente abitato, lo stesso accadeva in tutta la zona di Palù del Fersina. I primi roncadori chiamati in quegli anni a lavorare nei boschi di Palù ben presto iniziarono a costruire la chiesa, dedicata a santa Maria Maddalena (e un tempo anche a san Nicolò da Bari), che rimase priva di campanile fino almeno al XVII e di cimitero fino al 1600. La manutenzione della chiesa era portata avanti grazie al volontariato e alle elemosine degli abitanti del paese.
Dai documenti scritti si evince che la chiesa di Palù venne costruita probabilmente prima del 1369.
Nel 1588 gli abitanti di Palù hanno chiesto al vescovo di Feltre Giacomo Rovelli di raccogliere un’ offerta nella diocesi di Feltre per ristrutturare la chiesa, richiesta che venne accolta.
Fino al 1786 i paesi della valle dei mòcheni erano parte della parrocchia di Pergine, sotto la Diocesi di Feltre poi passò sotto la Diocesi di Trento. Due anni dopo l’arciprete di Toscolano Cristoforo Pilati visitò la valle e scrisse che la chiesa era senza rendite e si reggeva solo grazie alle offerte.
Per le festività di S. Nicolò, S. Maria Maddalena, Natale si celebrava messa poi altre venivano fatte nel mese mariano maggio. L’arciprete Pilati scrisse anche che la chiesa era senza cimitero e che i defunti venivano portati a Pergine. Nei primi del 1600 gli abitanti di Palù chiesero al vescovo di Feltre di poter costruire un cimitero accanto alla chiesa. I lavori iniziarono il giorno di S. Nicolò, il 6 dicembre 1621, con la benedizione dell’arciprete di Pergine Giovanni Todeschini.
Fino al 1884, gli abitanti di Palù furono seppelliti in questo cimitero; dopo tale data venne costruito il nuovo cimitero. Le notizie di quest’articolo provengono dalla pubblicazione “Pergine – vita e cammino di una comunità cristiana – anno 2006, del comune di Pergine. L’autore è Salvatore Piatti.