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LA LINGUA CIMBRA

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La lingua cimbra deriva da un medio alto tedesco con influssi di antico tedesco nella versione bavarese. Tale lingua è stata portata sull’ altopiano di Luserna attorno all’anno mille da coloni bavaresi che in varie ondate migratorie in periodi di carestia hanno lasciato le loro terre in cerca di nuovi territori da colonizzare.
Il primo documento che può essere messo in relazione con tali emigrazioni è datato 1055, in esso sono elencati nomi di capifamiglia, con rispettivo paese d’origine giungendo nelle terre di proprietà del convento di S. Maria in Organo a Verona.
Il periodo di massima estensione della lingua cimbra, si ha all’inizio del 1700; in tale periodo la lingua risulta parlata in un vasto territorio a sud est di Trento compreso tra i fiumi Adige e Brenta, arrivando a contare circa 20.000 parlanti. Da allora inizia un lento inesorabile calo che porta quasi all’estinzione di tale idioma.
Di tutto l’ampio territorio un tempo patria della lingua cimbra ora solo il piccolo paese di Luserna è rimasto ultimo baluardo. L’isolamento orografico, le vicissitudini politiche e l’ orgoglio dei propri abitanti hanno permesso il mantenimento di questa lingua arcaica che ancora oggi esprime il suo carattere notevolmente conservativo.
Il prof. Tyroller fa notare come la lingua sia lo specchio di una comunità; la lingua cimbra infatti dimostra una grande ricchezza di vocaboli in campi molto specifici legati ai mestieri tipici della zona come: la lavorazione del legno, della pietra, la coltivazione dei campi e il tempo atmosferico.