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IL MULINO DI ROVEDA

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Il mulino ad acqua di Roveda, De Mil, completamente ristrutturato che un tempo macinava segale, frumento, orzo e avena, rientra nel progetto Musei all’aperto, che in Valle dei Mocheni oltre al Filzerhof e al mulino, comprende anche la miniera Grua va Hardömbl.
Nei pressi del sentiero che collega Roveda a Falesina, l’Istituto Culturale Mocheno ha recuperato uno dei numerosi mulini della valle che fino a qualche decennio fa erano ancora attivi. Si tratta di un piccolo edificio dotato di tre grandi ruote che permettono il funzionamento di due macine e di un pestino per l’orzo. Il mulino di Roveda è un’ interessante testimonianza delle tradizioni agricole della Valle dei Mocheni. In zona erano presenti altri mulini ma di essi non rimane che qualche macina custodita all’interno del locale Museo agricolo-artigianale. Da sempre il mulino è meta di visite da parte di turisti interessati a conoscerne il funzionamento e la particolarità della sua struttura. Grazie alla nuova strada di accesso oggi è possibile anche parcheggiare l’auto, arrivando ad una zona verde che circonda la struttura, dove si trova un pannello informativo e più a monte un modellino del mulino, piccoli appezzamenti per la coltivazione sperimentale dei cereali tradizionali, un piccolo parco dove sono esposte alcune opere in legno. Nei pressi del mulino si trova anche un ponte sul rio Rigolor che permette di passare dall’altra parte e un altro su un rio affluente che porta ad alcuni sentieri. Ad accogliere i visitatori le guide dell’Istituto Culturale Mocheno.

Il recupero del mulino, di proprietà dell’Istituto Culturale Mocheno è testimonianza delle tradizioni agricole della valle del Fersina.
Il mulino che è possibile visitare si trova lungo la riva destra del Rio Rigolor che scorre ai piedi di Roveda /Oachlait, a valle della strada per Kamaovrunt. Nella zona esistevano anche altri mulini di cui però rimangono solo alcune macine custodite dal locale Museo agricolo- artigianale. Accanto al mulino era stata anche realizzato un campo di cereali a dimostrazione appunto dell’attività agricola di coltivazione che un tempo esisteva nella zona. Fino a cinque/sei anni fa, il mulino Zott (ora dell’Istituto che lo gestisce) era meta di visitatori proprio per la caratteristica che mostrava. Con l’inizio della realizzazione della nuova strada che da Roveda raggiunge Kamaovrunt, la strada di accesso che porta al Rio Rigolor e quindi al Mulino era stata chiusa per consentire il cantiere dell’impresa che eseguiva i lavori. Conclusi i lavori l’anno scorso, era stata realizzata una stradina di collegamento tra la nuova provinciale e appunto il sito storico con “de Mil”. Un nuovo accesso che ora permette anche il parcheggio di qualche auto, comprende una zona verde che circonda la struttura, un pannello informativa e più a monte (a lato della struttura) un modellino del mulino che mostra il funzionamento, la zona coltivata a differenti cereali e recintata, un piccolo parco esposte alcune opere in legno: una grande vipera, uno sorta di gigantesco xilofono, un ponte sul rio Rigolor per passare dall’altra parte e un altro su un rio affluente che permette qualche passeggiata. Ad accogliere i visitatori le guide dell’Istituto. (r.g.)