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L’IMPORTANZA DEL BOSCO IN VALLE DEI MOCHENI

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Nei tre comuni trentini di lingua mòchena, Fierozzo Vlarotz, Frassilongo Garait e Palù del Fèrsina Palai en Bersntol, il bosco ha da sempre un ruolo particolarmente importante non solo da un punto di vista paesaggistico ma anche economico e culturale. Soprattutto in passato, all’interno del sistema agrosilvopastorale basato su agricoltura, selvicoltura e pastorizia, esso forniva gran parte delle risorse necessarie all’auto-sussistenza delle comunità che vivevano in valli così ad alte quote.
Dalla seconda metà del Novecento il paesaggio della Valle dei Mòcheni, come quello di molte altre realtà dell’arco alpino, ha subito profonde trasformazioni.
Il surriscaldamento terrestre unito alla maggiore sensibilità ecologica negli ultimi decenni ha portato ad una regolamentazione dei prelievi di legname, che come diretta conseguenza ha generato alla crescita di specie arboree dove un tempo esistevano pascoli, prati e campi. Ma è stato soprattutto l’abbandono del territorio che ha causato l’avanzamento quasi incontrollato del bosco, che non viene quasi più sfruttato.
Fin dai primi insediamenti permanenti, risalenti al XIII secolo, il legname era la risorsa boschiva maggiormente utilizzata per il commercio del legname, per la produzione di carbone utile alle tante miniere presenti in valle, per la costruzione delle tipiche abitazioni mochene, con i tetti realizzati con le scàndole (asticelle di legno poste come copertura). Fondamentale era anche la raccolta delle ramaglie e dello strame. Dalle latifoglie si ricavava soprattutto legna da ardere, unico metodo di riscaldamento e legno per l’artigianato dal quale venivano ottenuti attrezzi da lavoro e utensili. Sempre dal bosco si ricavavano altre risorse come la raccolta di piccoli frutti e funghi, destinati soprattutto alla vendita fuori dalla valle; ma anche resine ed erbe medicinali, come alcune specie di licheni o l’arnica, che costituivano potenti rimedi terapeutici.
Il bosco veniva vissuto direttamente, fin dai primi anni di vita, e con esso si sviluppava una relazione dialettica di reciproca influenza non solo ambientale ma anche culturale.