Home Rubriche Notizie Cimbre LA LEGGENDA DEL LAGO DI LAVARONE

LA LEGGENDA DEL LAGO DI LAVARONE

1448

La tradizione cimbra vuole che tra le tante fiabe, leggende e racconti ce ne sia una che riguarda anche il lago di Lavarone. Si narra che nei tempi antichi abitassero sull’Altopiano due fratelli ai quali il padre aveva lasciato in eredità un bosco rigoglioso. Alla morte del padre i due iniziarono a litigare per il possesso del bosco. I litigi furono talmente aspri che i fratelli vennero puniti dal giudizio di Dio: durante una notte il bosco sprofondò e al suo posto vi trovarono il lago.
La leggenda trae origine dal fatto che sul fondo del bacino sono tuttora visibili resti di alberi e piante. In effetti il lago si è formato, circa 2160 anni fa, da una vasta dolina boscata i cui versanti si sarebbero rapidamente impermeabilizzati consentendo la ritenzione dell’acqua accumulatasi. Come tutti i laghi cosiddetti carsici, anche quello di Lavarone è alimentato da sorgenti sotterranee, provenienti in particolare dal monte Rust. In modo simile l’acqua vi scaturisce attraverso un emissario verso nord-est, che a circa un centinaio di metri sprofonda in una voragine e attraverso condotti carsici sotterranei tra loro comunicanti defluisce nelle sorgenti Vallempach e Acquetta, immissari del torrente Centa. Nel 1500 la forza idraulica prodotta dal fossato che fuoriusciva dal lago venne utilizzata come forza motrice per un mulino forse da farina, poi trasformato in segheria, la cui attività è attestata ancora nel secolo scorso.