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BOLLAIT: GENTE DELLA LANA

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La lana è una preziosa materia prima di cui la Valle dei Mòcheni dispone ma che, finora, non è mai riuscita a rappresentare un tassello significativo dell’economia locale.
Così nel 2017 è nato il comitato “Bollait – Gente della Lana” per promuovere la filiera corta della lana, attraverso il recupero di una tradizione legata a questo materiale che nel tempo si è persa, provocando sprechi e una sempre minore diffusione della pastorizia.
A dare vita a questo progetto è un gruppo di donne accomunate dall’ interesse per la lana, filati, feltro e gomitoli: così Barbara Pisetta, Daniela Dalbosco, Giovanna Zanghellini e Vea Carpi si sono scambiate idee e percezioni intuendo che la loro passione avrebbe potuto diventare qualcosa in più, un punto fermo dell’economia dei loro paesi. In valle dei Mocheni ogni anno vengono prodotti tra i 3 e i 4 mila chilogrammi di lana che viene per lo più buttata, rappresentando un rifiuto speciale, costoso da smaltire. «L’idea di poter valorizzare la lana, facendola tornare ad essere una risorsa del territorio piuttosto che un rifiuto, insieme alla convinzione che questo progetto sia lungimirante e possa aprire nuove opportunità non solo per il comune di Palù ma per l’intera Valle, ha guidato la scelta dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Stefano Moltrer di sostenere da subito il progetto Bollait.
L’intraprendenza del gruppo di donne, l’entusiasmo dei pastori, l’impegno istituzionale ed economico del comune di Palù hanno permesso di raccogliere mille chili di lana grezza che è stata inviata a Biella, uno dei principali centri tessili in Italia, dove è stata lavata e curata.
Da Biella sono ritornati circa 500 chilogrammi di lana pronta all’utilizzo, tra feltro, fiocco e filato di vario genere, provocando un immediato fermento in valle: molte donne hanno chiesto di poter avere alcuni gomitoli per provare a lavorarla. L’idea di dar vita al Bollait è nata anche grazie ad alcune esperienze virtuose di cui il comitato è venuto a conoscenza, come quella della Val d’Ultimo che ha portato un buon indotto economico sul territorio, anche in termini di turismo.
Obiettivo del progetto è riuscire a vendere la lana e i manufatti per riuscire a pagare la lana ai pastori (ora concessa a titolo gratuito) proprio come accade in Alto Adige.