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CIMITERO DI COSTALTA

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Sulla strada che collega il paese di Luserna con il Passo Vezzena (antico confine tra il Regno d’Italia e l’ Impero Austrungarico) a 1500 metri di quota si trova il cimitero di Costalta.
Il campo santo che sorge in un luogo ameno ha una storia piuttosto particolare: sorto alla fine del maggio 1915, fu smantellato nel 1921 con la riesumazione dei resti dei caduti sepolti e il loro trasporto nel grande ossario di Asiago.
L’area di Costalta, individuata come zona adatta per seppellire i defunti, era molto vicina agli alloggiamenti dei militari austriaci e alle infermerie.
Il primo militare ad essere seppellito a Costalta fu un Landesschutze di cui non si conosce il nome; il secondo fu un soldato italiano, Salvatore Randazzo di Palermo, classe 1895, il cui corpo fu rinvenuto il 30 maggio nelle vicinanze del Forte Lusern.
Nel secondo dopoguerra si pensò, da parte austriaca, alla ricostruzione del cimitero: a prendere l’iniziativa fu in particolare Conrad Rauch, reduce della guerra combattuta tra Luserna e Cima Vezzena. Dopo varie visite sul campo e grazie anche alla fattiva collaborazione del Comune di Luserna si arrivò al 16 settembre 1962, giorno in cui, nel corso di una solenne e partecipata adunata di ex combattenti e privati cittadini, fu eretta una croce in legno di larice, alta 3,70 metri. Sulla croce venivano scolpite le date di fondazione e dismissione del cimitero, 1915 e 1921.
La cerimonia del 1962 non aveva solo un valore simbolico: secondo varie testimonianze la riesumazione del 1921 aveva interessato solo i crani dei caduti e secondo altre “nemmeno tutti”, tanto che si poteva dire con tranquillità che il cimitero militare esisteva ancora.
Quindi, per iniziativa del Gruppo alpini di Luserna, della parrocchia, dell’amministrazione comunale e con il contributo di tanti volontari, il vecchio cimitero militare di Costalta venne ripristinato con la posa di 184 croci senza nome, a ricordo di tutti i caduti, e solennemente inaugurato il 10 agosto 1986.