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LE MASCHERE DEL CARNEVALE LADINO

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Nella grande tradizione del carnevale ladino le maschere hanno un ruolo primario. Le “maschere guida” hanno il compito di annunciare il carnevale. Indossano vestiti che sono la fusione tra gli indumenti femminili e quelli maschili. Un tempo infatti, i ragazzi che personificavano queste maschere chiedevano in prestito alle donne di casa alcuni indumenti come camicie, collane o i nastri colorati.
Tra i personaggi che non possono mancare. Il Laché: vestito con colori sgargianti, dotato di cappello e di bastone. Sul copricapo si trova uno specchio che simbolicamente allontana gli spiriti maligni lasciando libero campo al gioco dei giovani. Il Laché ha la funzione di ambasciatore ed apre il corteo con una frase rituale “chiedo il permesso di entrare in questo castello o palazzo che sia con tutta la mia bella e gran compagnia”.
Il Bufon: è un personaggio burlone e malizioso dotato di un gran naso e di un cappello a cono decorato con nastri. Sul volto porta una maschera di legno con un pendente rosso sulla punta del naso e in una mano regge la stica, una stecca di legno con la quale tocca la gente mentre ne mette in piazza i vizi e i segreti. Impersona la coscienza delle persone ed è tenuto a rivelare tutto o quasi prendendo in giro difetti fisici e caratteriali. Tiene in mano anche l’òcel (binocolo), per osservarle meglio.
I Marascons: maschere caratterizzate da cinturoni carichi di campanacci di bronzo che simboleggiano il legame dell’uomo con gli animali domestici. Indossano calze bianche, pantaloni neri a tre quarti ed un cappello adorno di fiori di seta, carta colorata, stagnola, lustrini e perle, come le altre “maschere guida”. Generalmente si spostano in coppia saltando a passo doppio da una gamba all’altra e tenendosi stretti danzano in cerchio.
Sono impersonati da ragazzi che rappresentano il passaggio dall’adolescenza all’età adulta.
Le mèscres a bel e le mèscres a burt: queste maschere rappresentano appunto il bello o il brutto, il buono o il cattivo che si ritrova nella vita o che fa parte della fantasia popolare.
Le mèscres a bel, “maschere belle” sono travestimenti che rappresentano personaggi positivi e di una certa gradevolezza estetica, mentre le faceres a burt, le “maschere brutte” rappresentano al contrario personaggi raccapriccianti e selvaggi, come l’om dal bosch (l’uomo del bosco) o i strions (stregoni).