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UN ANNO IN VALLE DI FASSA

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La fine dell’anno è come tradizione tempo di bilanci.

Per quanto riguarda la cronaca, vi ricordiamo alcuni degli eventi che hanno interessato la Valle di Fassa e la comunità ladina nel 2018.

Quello che si sta chiudendo è stato un anno segnato dai danni provocati da due ondate di maltempo.

A inizio luglio a Moena si è abbattuto un nubifragio accompagnato dalla grandine che ha provocato allagamenti e smottamenti.

Il rio Costalunga, esondato, è stato oggetto di primi lavori di messa in sicurezza, ma resta un osservato speciale.

A fine ottobre il maltempo che si è abbattuto su mezza Italia non ha risparmiato il Trentino con precipitazioni che in tre giorni hanno raggiunto i livelli normali di tre mesi e un forte vento che ha distrutto ampie zone di boschi soprattutto nella parte orientale della Provincia.

Gran lavoro anche in questo caso per la Protezione Civile che in Valle di Fassa è stata particolarmente impegnata a Canazei invasa da una colata di fango che ha provocato danni, ma fortunatamente nessun ferito.

Il vento politico, in questo caso, del centrodestra, trainato dalla Lega si è fatto sentire anche in Valle di Fassa: alle elezioni del 21 ottobre ha vinto la lista Fassa, che faceva parte della coalizione del presidente Fugatti e che ha portato Luca Guglielmi in consiglio provinciale nel seggio che spetta alla minoranza linguistica ladina.

In novembre è arrivata la decisione della Consulta in merito al nome del comune nato dalla fusione fra Vigo e Pozza di Fassa.

Non potrà chiamarsi solo in ladino “Sèn Jan” come era stato deciso, ma dovrà avere prima la dicitura italiana chiamandosi “San Giovanni di Fassa-Sèn Jan”.

A fare ricorso era stato il consigliere regionale Urzì e poi anche il governo Gentiloni.

Concludiamo ricordando le parole pronunciate dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che a novembre aveva partecipato a Merano alla cerimonia per i 130 anni della casa editrice Athesia. Il capo dello Stato ha definito l’Europa, la libertà di stampa e le minoranze linguistiche come presidi da difendere e valorizzare.