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PALU’ DEL FERSINA RESTA NELL’ISTITUTO

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Grande affollamento domenica 11 maggio a Palù del Fersina per la seduta straordinaria del consiglio comunale convocato dal sindaco Stefano Moltrer per discutere in merito alle nomine del consiglio d’amministrazione dell’Istituto Culturale Mocheno. Grandi assenti anche se invitati i sindaci di Frassilongo e Fierozzo, Bruno Groff e Luca Moltrer.
La comunità di Palù si è riunita per chiedere più rappresentanza nell’organo di vertice dell’istituto (sono più di vent’anni che non viene affidata nemmeno la vicepresidenza ad un rappresentante di Palù). Il primo cittadino, ha detto che la sua comunità si sente «ultima ruota del carro, e un carro a tre ruote di cui una è pronta a staccarsi». La comunità intende contrastare l’eccessiva connotazione politica della cultura e del consiglio d’amministrazione dell’istituto.
Moltrer, che ha anche confidato di aver pensato alle dimissioni se la questione dovesse peggiorare, ha poi ricordato brevemente la cronistoria degli eventi che lo hanno portato a prendere la decisione di convocare il consiglio straordinario, ricordando le candidature proposte di Ingrid Petri Anderle (dalla Regione, ma anche vicesindaco di Palù) e di Patrizia Bocher (dal comune).
E’ stato ricordato che Palù sul suo territorio abbia due sedi museali, ma completamente autogestite, oltre la sede dell’Istituto, mentre tanti progetti sono realizzati negli altri due comuni mocheni.
Un’unica cultura quindi, quella mochena, ma che attualmente non accomuna i tre territori in cui è ancora presente una propensione alla valorizzazione della sponda Fierozzo-Frassilongo, con Palù che si sente poco o nulla rappresentato dall’Istituto. Testimonianze a riguardo sono state portate anche da Franco Moar e Renzo Lenzi , in passato membri del consiglio dell’Istituto.
La formale uscita del comune di Palù dall’Istituto non è possibile, forse neanche giusta secondo il sentimento dei presenti. Verrà chiesto però, anche alla Provincia (di cui l’Istituto è ente strumentale) oltre che nei prossimi incontri del CDA, l’impegno concreto per la revisione dello statuto, per definire un’equa turnazione e rappresentanza dei tre comuni. Alle due rappresentanti di Palù, sostenute dalla comunità, è stato chiesto di combattere per far valere questi principi. Sostegno in questo anche da Dario Pallaoro, presidente dell’Autorità per la tutela delle minoranze linguistiche.