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COLPO DI SCENA SUL CASO SCHWAZER

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Si è conclusa in serata un’udienza particolarmente accesa nel processo a carico dell’ex marciatore olimpico Alex Schwazer accusato di frode sportiva per doping.

L’altoatesino ha sempre sostenuto la propria innocenza e correttezza da quando era tornato alle gare dopo una prima squalifica e ha detto si essere stato vittima di un complotto perchè lui e il suo allenatore Donati erano diventati personaggi scomodi della lotta al doping.

La Wada ha sostenuto la regolarità delle analisi condotte su Alex Schwazer. Durante l’udienza in tribunale a Bolzano a sorpresa il legale dell’associazione mondiale antidoping ha presentato un referto che risale al 2016, mai mostrato in precedenza, che contesta la perizia del comandante dei Ris di Parma, Giampietro Lago.

Il documento dei Ris evidenzia forti anomalie nelle provette sui cui furono effettuati i controlli da cui successivamente scaturì la positività al doping di Schwazer.

Nella perizia del Ris si afferma che la quantità di Dna nelle urine diminuisce molto nel tempo, mentre in quelle di Schwazer ce n’è “troppo”, anche due anni dopo il controllo del gennaio 2016.

La decisione, ora è in mano al giudice per le indagini preliminari, Walter Pelino.