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CORONAVIRUS: IL TRENTINO NON E’ NELLA ZONA A RISCHIO

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Dopo una settimana di stop domani si ricomincia tentando di tornare alla normalità. Riaprono le scuole, gli asili e l’università. Ma l’attenzione rimane alta. Il governo ha inserito il Trentino nella fascia di regioni non esposte al rischio di contagio: confermati i provvedimenti di tipo preventivo, quali il divieto di gite scolastiche fino al 15 marzo, l’abolizione della prima domenica del mese di accesso gratuito ai musei e l’estensione del telelavoro.
Dispenser con liquido igienizzante sono stati distribuiti in tutti gli istituti scolastici, vietati gli affollamenti al chiuso, le aule e gli spazi condivisi dovranno essere arieggiati con cura. Le scuole materne ad esempio invitano i genitori a non mandare a scuola i figli in caso di sintomi come febbre, tosse stizzosa e persistente, o congiuntive.
In presenza di sintomi come questi i genitori saranno immediatamente avvisati e dovranno riportare il bambino a casa.
Inoltre è importante che l’adulto che accompagna o ritira il bambino sia in buono stato di salute.
Aumentati di 10 letti i posti delle terapie intensive in caso di ricoveri di pazienti con gravi difficoltà respiratorie.
Le conseguenze del Coronavirus sull’economia rischiano di essere elevato.
Domani mattina è in programma una riunione tra l’assessorato provinciale allo sviluppo economico e i sindacati sulle conseguenze della pioggia di disdette nel turismo, con i timori di un impatto pesante sulla tenuta dell’occupazione nel settore, in particolare sulla componente stagionale.