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PISTE DA SCI PRESE D’ASSALTO: LE RACCOMANDAZIONI DEL PRESIDENTE FUGATTI

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Le scene di ressa e folla in coda ieri nelle varie località di montagna trentine hanno sollevato forti reazioni a cominciare da quella del presidente della provincia Fugatti che ha intimato rispetto per le regole o misure più stringenti.
La giornata di oggi, complice un minore afflusso di turisti da Veneto e Lombardia, è andata meglio ma le reazioni ai fatti di ieri hanno animato la discussione.
A provocare la reazione dei sindacati le parole di ieri della presidente dell’Associazione nazionale degli esercenti funiviari Valeria Ghezzi che aveva detto “la neve è più forte del virus”. Parole definite “sconcertanti” dai sindacati, CGIL CISL E UIL, in una nota congiunta.
Le sigle poi fanno presente alla presidente, che si era anche appellata alla provincia affinchè bloccasse la legge nazionale che limita ad un terzo la capienza delle cabine, che “le misure di distanziamento sociale sono imprescindibili”.
“Speriamo” hanno concluso “che questo weekend sulla neve non venga ricordato alla stregua del ballo sul Titanic”.
I sindacati hanno poi lanciato un appello a Fugatti affinchè metta in campo misure più stringenti.
E in molti si sono rivolti al presidente, il consigliere provinciale Filippo Degasperi ha chiesto a Fugatti di chiudere gli impianti garantendo in questo caso l’appoggio anche dal suo banco dell’ opposizione.
Un appello accorato a cui si è aggiunta anche la comunità della val di sole.
“Chiudere gli impianti sciistici a tutela delle nostre comunità ma anche a tutela del nostro patrimonio economico” questa la lettera inviata a Fugatti dal presidente della comunità Guido Redolfi dopo un confronto con i sindaci della valle.