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LE RAGIONI DELL’AUTONOMIA – I LADINI

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Uno dei pilastri dell’autonomia trentina si fonda sulla tutela e la valorizzazione delle minoranze linguistiche. Sono tre quelle che abitano il territorio della provincia: quella ladina, che occupa gran parte dell’area dolomitica, quella mochena, nella Valle de Fersina, e quella Cimbra dell’Altopiano di Luserna
Sono cinque le valli dolomitiche abitate dalla minoranza ladina: Fassa in Trentino, Badia e Gardena in Alto Adige, Livinallongo e Ampezzo in Veneto. Qui si parla una lingua antica, diverse varietà locali del ladino. Quello dolomitico, parlato da circa 30mila persone, appartiene a un sistema linguistico più vasto che comprende anche il Cantone svizzero dei Grigioni, dove si parla il romancio, e il Friuli, con il suo friulano
In provincia di Trento sono sei i comuni ladini: Moena, Soraga, San Giovanni di Fassa, Mazzin, Campitello e Canazei. Insieme formano il Comun General de Fascia, erede della Magnifica Comunità di Fassa.
Prima dell’arrivo dei Romani gran parte del Trentino era abitato dal popolo alpino dei reti. L’invasione delle popolazioni germaniche costrinse gran parte delle popolazioni reto-romaniche a scappare verso le valli montane e gli altipiani, dove tuttora vivono i ladini.
(Foto Istituto Culturale Ladino)