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LA ‘NDRANGHETA SCUOTE IL TRIBUNALE DI TRENTO

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L’inchiesta ha svelato una rete di relazioni tra la criminalità calabrese, politici, imprenditori e magistrati trentini. Secondo l’accusa, l’aggancio tra i personaggi ritenuti vicini alla locale dell’ n’drangheta e le istituzioni trentine, passava spesso da banchetti organizzati da Giulio Carini, noto imprenditore calabrese trapiantato ad Arco indagato per istigazione alla corruzione. Le intercettazioni telefoniche e ambientali rivelano che alle cene a base di capra arrosto e pesce con gli indagati partecipava anche un gruppo di magistrati di Trento, un ex prefetto, un vicequestore e un ufficiale dei carabinieri. Dall’ordinanza firmata dal Gip La ganga si capisce che lo scopo di carini è di strumentalizzare queste frequentazioni per interessi personali. Nelle intercettazioni i magistrati citati non fanno mai riferimento a procedimenti giudiziari e nessun rappresentante delle istituzioni risulta indagato. Il procuratore capo Sandro Raimondi precisa che le indagini proseguono e si aprono ora altri filoni d’indagine: gli atti potrebbero finire alla Procura di Trieste, unica titolata a stabilire se sussista qualche profilo penale a carico dei magistrati trentini.