Home Notizie BRADLEY PIKE: “CHICO FORTI NON HA UCCISO MIO FRATELLO DALE”

BRADLEY PIKE: “CHICO FORTI NON HA UCCISO MIO FRATELLO DALE”

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Nella puntata del 22 ottobre, le Iene sono tornate ad occuparsi della vicenda di Chico Forti, in occasione del 21esimo anno di reclusione, scoccato l’11 ottobre, che ha visto svolgersi diverse manifestazioni a sostegno del surfer e imprenditore trentino, come un sit-in con l’esposizione di striscioni davanti alla Farnesina” a Roma, una serie di fotografie online del mondo della vela o l’uscita della pubblicazione “una dannata commedia – la parola all’autodifesa”, a cura de “La Busa”. Nella puntata realizzata ancora una volta da Gaston Zama, che ha registrato una nuova telefonata fatta a Chico in carcere, l’autore ha mostrato una lettera che perora la causa della sua grazia. Lettera non di un famigliare di Chico o di un suo sostenitore, ma del fratello della vittima, Bradley Morgan Pike. L’uomo, che vive in Australia, il 27 agosto ha scritto una missiva allo Stato della Florida, intitolata “richiesta di rilascio di Enrico Forti”, in cui si dichiara convinto che Chico sia vittima di un errore giudiziario, “un ulteriore peso da portare”, scrive, in aggiunta all’omicidio del fratello. “Un passo fatto” – spiega nel servizio Bradley Pike, intervistato in videochiamata – “per dare pace ai figli di Chico”. “Adesso il mio sogno sarebbe che Luigi di Maio affrontasse con questa lettera in mano il governatore della Florida” – è stato il commento e l’auspicio di Chico, al quale è andato nei mesi scorsi – ha ricordato Gaston Zama – anche il supporto di Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Questo il testo completo della lettera di Bradley Pike: “A chi di dovere: Sono il fratello del deceduto Anthony Pike, che venne ucciso in Florida nel Febbraio del 1998. Nello specifico, scrivo questa lettera in supporto dell’immediato rilascio di Chico Forti, che fu ritenuto responsabile dell’omicidio di mio fratello Anthony e conseguentemente condannato all’ergastolo nel giugno del 2000. Ho una intima famigliarità con tutti i fatti e circostanze che hanno circondato la morte di mio fratello e, conseguentemente, il processo al Sig.Forti. Date queste dure circostanze supporto pienamente le istanze di un perdono per il Sig.Forti prima possibile. L’assassinio di mio fratello è stato una tragedia che mi ha perseguitato per le due scorse decadi, ma ma aggiungere alla sua scia un uomo innocente che soffre, è una beffa troppo grande da sopportare per il resto dei miei giorni. Perciò io chiedo per favore che il Sig. Forti sia rilasciato dalla reclusione per evitare ulteriori sofferenze inutili e ingiustificate”. Domani, 25 ottobre, i sostenitori di Chico torneranno a farsi vedere in Piazza San Pietro, in occasione dell’Angelus.