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MERCATO DEL LAVORO IN ALTO ADIGE: LA PROVINCIA VUOLE PIU’ AUTONOMIA NELL’ATTIVAZIONE DELLE POLITICHE ATTIVE

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“Di fronte alla crisi dobbiamo avere un atteggiamento attivo: agire invece di reagire. C’è bisogno di strumenti che rendano il mercato del lavoro altoatesino resistente alla crisi in modo duraturo”. Lo ha detto l’assessore al lavoro della Provincia di Bolzano, Philipp
Achammer, presentando il documento strategico per le politiche
attive del lavoro 2020-24 e chiarendo che, poiché in materia di
lavoro l’Alto Adige ha competenze limitate, “puntiamo alla
competenza primaria nell’ambito delle politiche attive del
mercato del lavoro”. L’obiettivo del documento è quello di offrire nuovi strumenti e servizi per mettere in collegamento diretto offerta e domanda di lavoro. Oltre alle misure passive di compensazione
come la cassa integrazione o le indennità di disoccupazione,
sono proprio le misure attive che nei prossimi anni dovranno
essere ampliate e rafforzate, si legge nel documento.
“L’Alto Adige si trova in una situazione difficile a causa della crisi
del coronavirus”, ha sottolineato Achammer, ricordando che
rispetto al 2019 si è registrata una flessione di 7.000 posti di
lavoro, tre quarti dei quali nel settore del turismo. Per quanto riguarda il collocamento e l’offerta di servizi, l’Alto Adige vuole percorrere strade più autonome per poter offrire un migliore collegamento tra politica del lavoro attiva e passiva. “Vogliamo attuare misure appropriate a livello locale sfruttando al meglio il potenziale dei posti di lavoro altoatesini”, ha detto infine Achammer.