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VACCINO PFIZER, UNA REAZIONE GRAVE IN TRENTINO

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Un caso di reazione avversa grave da vaccino si è verificata in Trentino, dove a ieri erano state somministrate 11.130 dosi, 3.082 delle quali ad ospiti di residenze per anziani. A rivelarlo, nel corso della trasmissione “Mattino Insieme” del 18 gennaio su Trentino Tv è stato il dr. Antonio Ferro, direttore sanitario dell’APSS. Nello specifico, la persona vaccinata è stata colpita da “delle parestesie”, ovvero alterazioni della sensibilità a diversi stimoli sensitivi (caldo, freddo, dolore, vibrazioni) dovute ad un disturbo del sistema nervoso. La persona che ne è colpita può avvertire gli stimoli in maniera alterata, sentire formicolii, prurito, solletico, pizzicore, addormentamenti o dolori immotivati. La situazione – ha però aggiunto il dr. Ferro – è rientrata subito. Ci sono stati altri effetti tra i vaccinati – ha rivelato il direttore – ma per nulla gravi, quasi il 50% dei vaccinati ha registrato dolore nel sito di iniezione, “ma i benefici – ha aggiunto Ferro – sono superiori alle controindicazioni”.
Intanto ieri è ripresa la campagna vaccinale coi primi richiami dei pazienti che erano stati vaccinati per primi il 27 dicembre. La riduzione delle forniture Pfizer preoccupa, ma l’azienda sanitaria si è detta convinta, date le dosi accantonate e quelle che dovrebbero arrivare – di riuscire a somministrare a tutti il richiamo. Una interrogazione è stata presentata però ieri in Consiglio Provinciale da Lucia Coppola (Gruppo Misto), secondo la quale alcuni cittadini che hanno ricevuto la prima dose del vaccino avrebbero lamentato di non riuscire a prenotare il richiamo per l’impossibilità di accedere al sito dedicato del CUP.
In Trentino nei prossimi giorni dovrebbero arrivare 600 dosi del vaccino Moderna, per aiutare a far fronte al calo del 60% delle consegne Pfizer. In alcuni stati è stato proposto di somministrare la seconda dose anche con un vaccino diverso dalla prima, ma è piuttosto improbabile che ciò avvenga, visto che non esistono studi al riguardo, “i vaccini non sono interscambiabili” ha confermato il dr.Ferro. Sul motivo del rallentamento, Pfizer ha spiegato che questo sarebbe dovuto a “novità nella produzione che sarà ampliata dal 15 febbraio”. La società ha negato che questo sia legato ai rilievi dell’EMA (l’agenzia europea incaricata dell’approvazione dei farmaci), che a Novembre, come ha riportato la trasmissione della Rai Report, in uno scambio con Pfizer aveva denunciato una degradazione dell’mRNA del vaccino superiore nel prodotto distribuito rispetto a quella rilevata nei trial clinici. Un problema che sarebbe stato dovuto proprio alle modalità di produzione su vasta scala. Il 15 gennaio Pfizer ha annunciato una riduzione delle forniture di vaccini del 29% in diversi Paesi europei a causa “dell’adeguamento delle strutture e dei processi in fabbrica che richiede nuovi test di qualità e approvazioni da parte delle autorità”. Ma, appunto, non ci sarebbero collegamenti coi problemi emersi a Novembre, che sarebbero già stati risolti.