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UN ANNO DI COVID

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Sembrava lontano quando è partito dalla Cina, e anche quando si iniziarono a contare i primi casi in Italia, a Codogno, si stentava a credere che il terribile virus avrebbe trovato casa in Trentino.
E’ passato un anno dal ricovero al Santa Chiara del primo trentino contagiato, una signora over 80 tornata con sintomi da polmonite da un pellegrinaggio ad Assisi.
Lei si è ripresa dopo qualche giorno: il fratello, più giovane, che la accudiva ha lottato mesi in ospedale ed è stato intubato 40 giorni.
Ora sta meglio ma ancora non è al 100%.
Si sono susseguite riunioni, conferenze stampa – quasi quotidiane quelle della Provincia – inizialmente senza mascherine né distanziamento, consigli, disinfettante, quarantene, abbracci mancati, ordinanze, dpcm, restrizioni, lockdown, prime e seconde ondate, confini chiusi e regioni a colori, varianti che si moltiplicano e vaccini che si fanno desiderare.
Un anno che ha cambiato la vita di tutti.
365 giorni di pressione per il sistema sanitario, medici, infermieri e personale ausiliario che si sono presi cura di chi è guarito e chi non ce l’ha fatta.
Da allora il contagio non si è più fermato: dopo la pausa estiva, oggi si contano quasi 1.300 vittime in Trentino.