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IN ARRIVO UNA NUOVA STRETTA

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Mentre c’è chi dice, come la Fondazione Gimbe, che in Italia è ormai partita la terza ondata, a Roma ci si interroga sulle misure messe in campo per fronteggiarla. Troppo blande per molti, soprattutto in vista dell’arrivo, entro la fine di aprile, di 26 milioni di dosi di vaccino.

Ecco che le nuove restrizioni accompagnerebbero le operazioni di vaccinazione di massa che, e questo l’hanno detto e chiesto tutti, devono forzatamente cambiare passo.

Le ipotesi su cui si sta ragionando prevedono l’anticipo del coprifuoco, dalle 22 alle 20, lockdown in tutta Italia nei finesettimana e la chiusura dei negozi in quei territori in cui tutte le scuole sono in didattica a distanza: una decisione che vorrebbe impedire che i ragazzi, a casa la mattina per le lezioni, si ritrovino il pomeriggio nei centri commerciali.

E proprio sulla scuola si concentrano le preoccupazioni: il dpcm entrato in vigore il 6 marzo prevede che nelle zone in cui l’incidenza dei contagi settimanali superi i 250 casi ogni 100mila abitanti, come in Trentino dove l’ultima rilevazione segnalava 385, i governatori possano decidere di chiudere le scuole. Chiusura che in Trentino non è arrivata, anche se lo stesso presidente Fugatti si è detto preoccupato e ha assicurato un monitoraggio costante per valutare eventuali chiusure. Ma il comitato tecnico scientifico vorrebbe che la didattica a distanza scattasse in autonomatico raggiunta la soglia critica, e ha proposto che lo stesso criterio valga anche per il passaggio in zona rossa.

E non sono pochi i governatori che stanno spingendo per una decisione centralizzata sulle chiusure delle scuole. Non sembra esclusa nemmeno, se il livello del contagio si mantenesse alto, l’ipotesi di un lockdown nazionale di tre settimane ad aprile.

Le eventuali nuove restrizioni saranno decise in questi giorni e potrebbero essere applicate già nel prissimo fine settimana