Home Notizie FEMMINICIDIO DI CORTESANO, LE PAROLE DI LORENZO CATTONI

FEMMINICIDIO DI CORTESANO, LE PAROLE DI LORENZO CATTONI

124

E’ stato Lorenzo Cattoni, assistito dai legali Pontalti e Ravelli, a voler parlare con il magistrato, ma la domanda principale posta dal pm Carmine Russo quella sul perchè il 22 febbraio avesse ucciso la moglie Deborah Saltori è rimasta senza risposta.
“Non so cosa mi sia successo” ha detto in sostanza l’uomo in carcere con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato.
I due si erano visti nel capanno di Cattoni a Cortesano.
Lui era agli arresti domiciliari per le violenze contro la donna che non avrebbe potuto avvicinare, ma non era la prima volta che si incontravano.
Un caffè, nessun litigio, lei che va a vedere le caprette, poi torna, gli gira le spalle, lui afferra l’accetta appesa sulla parete e la colpisce.
Questa la ricostruzione dell’uomo che poi dice di non ricordare più nulla nè gli altri colpi, nè il tentativo di togliersi la vita.

La difesa che ha chiesto una verifica sullo stato di salute mentale dell’uomo respinge l’ipotesi di omicidio premeditato.
Gli inquirenti sono invece convinti del contrario e che Cattoni avesse attirato la donna nel capanno con la promessa di un accordo sul mantenimento.
Ai famigliari di Deborah, Cattoni avrebbe scritto una lettera di scuse dicendo che ha sempre amato la moglie.
Lo ha ribadito anche al magistrato: “Ho voluto vederla perchè l’amavo ancora, la sogno e la ricordo nelle mie preghiere”, ha detto l’uomo.