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ARCIDIOCESI, BILANCIO IN CONTRAZIONE

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L’Arcidiocesi di Trento ha
presentato stamani, in streaming dall’aula magna del Vigilianum,
il Rapporto 2020 con bilancio economico e focus sulle attività
nell’anno di pandemia. Salgono a sette i bilanci degli Enti
afferenti: a Fondazione Comunità Solidale, Seminario, Fondazione
Fraternitas, Casa del Clero, Museo Diocesano Tridentino si
aggiungono Vita Trentina Editrice e Fondazione Causa pia
Battisti.
Il Rapporto 2020, edito da Vita Trentina (disponibile in
versione online sul portale diocesano e distribuito nelle
prossime settimane in forma cartacea alle comunità
parrocchiali), conferma il percorso nel solco della trasparenza
in un anno non facile, segnato pesantemente dalla pandemia, con
“poco meno di 4 milioni di vittime nel mondo, più di 127 mila in
Italia, oltre 1400 in Trentino”, ricorda nell’introduzione
l’arcivescovo Lauro Tisi. “Un bilancio – aggiunge don Lauro –
non è un elenco arido di numeri ma disegna uno spaccato fedele
di realtà. Nel nostro caso quello di una Chiesa che, in modo
trasparente, spiega con linguaggio narrativo o implicito come
stia provando a realizzare la propria vocazione: portare
speranza a chi sente di averla smarrita, prestando la propria
mano solidale”.
Il bilancio 2020 di Arcidiocesi si chiude con una perdita di
€ 592.037, superiore a quella registrata nell’esercizio
precedente (€ 433.569). L’andamento è influenzato, tra l’altro,
dalla sensibile contrazione nel 2020 dei ricavi finanziari (‐ €
1.569.350) , a seguito della crisi indotta dall’emergenza
sanitaria.
Sul versante patrimoniale, le immobilizzazioni, al netto
degli ammortamenti, rappresentano l’83% del totale attivo di €
108.865.372 e sono dovute per 36,5 milioni (-2% rispetto al
2019) a terreni e fabbricati strumentali e per 23,7 milioni
(-9%) a terreni e fabbricati non strumentali. Le
immobilizzazioni di natura finanziaria sono pari a 28,5 milioni
(-2%). All’interno di questa quota, poco più di 27 milioni sono
relativi al 21,7% del capitale dell’Istituto di Sviluppo Atesino
(ISA), istituito nel 1929.
Il patrimonio netto di Arcidiocesi si attesta a € 75,9
milioni, in calo, come detto, dell’1% (- € 592.037) rispetto al
2019 per la perdita d’esercizio 2020.
I ricavi totali pari a € 11.241.446 diminuiscono di € 1.200.412
(‐9,6%) per via, in particolare, della sensibile contrazione di
€ 1.569.350 sopra segnalata, dei ricavi finanziari che ammontano
a € 1.028.154 e rappresentano il 9,1% dei ricavi totali. I
contributi da privati ed enti il 31,1%; i contributi ricevuti
dalla CEI (con una crescita legata all’emergenza Covid)
rappresentano il 27%; i ricavi della gestione del patrimonio
immobiliare (affitti, recuperi di spese e plusvalenze da
cessione) il 18,6%; le tasse diocesane e le entrate da attività
pastorali il 3,3%; i contributi pubblici su immobili il 7,4%. I
costi complessivi sono pari ad € 11.833.483, in diminuzione di €
1.041.943 (‐8,3%) rispetto all’esercizio precedente. Il costo
del lavoro rappresenta il 25,3% dei costi “effettivi” totali.
“Anche il bilancio 2020 – commenta nella sua relazione
l’Economo diocesano Claudio Puerari – conferma la debolezza
strutturale dei conti diocesani già richiamata in precedenti
occasioni. Non può non destare attenzione il fatto che,
cominciando dal 2017, primo anno di pubblicazione del bilancio,
la perdita cumulata raggiunge la considerevole cifra di 6,7
milioni di euro (9,5 milioni al netto del contributo della
gestione finanziaria, n.d.r.)”, si legge in una nota della
Diocesi.