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ORSI: I CASI PROBLEMATICI SI POTRANNO ABBATTERE

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Gli orsi in Trentino si potranno abbattere.
Lo prevedono le linee guida approvate dalla giunta provinciale su delibera del presidente Fugatti.
La Provincia precisa che in questo modo si dà attuazione alla legge provinciale del 2018 e che questo avviene entro il quadro del Piano d’azione per la conservazione dell’orso bruno nelle Alpi centro-orientali, il cosiddetto Pacobace, che rimane il documento tecnico di riferimento per ogni attività di gestione dell’orso in provincia di Trento.
Nel contempo però, la Provincia ha voluto specificare meglio ciò che il Pacobace non dettagliava in particolare per i casi problematici.
Le linee guida sono frutto di un confronto con Ispra, istituto che ha rilasciato sull’ultima versione il sostanziale parere positivo, specifica sempre la Provincia.
Si tratta quindi di un ulteriore passaggio verso la gestione della popolazione dell’orso in Trentino, che negli ultimi anni ha segnato un incremento importante facendo prevedere di arrivare a 129 esemplari nel 2025.
Per quanto riguarda la gestione delle situazioni critiche e degli orsi problematici, le nuove linee guida individuano tre tipi di azioni: leggere, energiche (radiocollare e cattura con successivo spostamento) e, per ultima la rimozione attraverso l’abbattimento.
Vengono specificati i casi in cui sarà possibile, in estrema ratio e a seguito di atteggiamenti ritenuti pericolosi o dannosi per l’uomo, disporre l’abbattimento di un orso.
L’analisi di questi casi avverrà in maniera coerente con i criteri del Pacobace, che prevede 18 atteggiamenti con differenti gradi di pericolosità.
Sugli esemplari più problematici si esprimerà anche l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), fatto salvo i casi per i quali vi sia l’urgenza di intervenire rapidamente per garantire la pubblica sicurezza, competenza che sarà in capo al presidente della Provincia autonoma di Trento.
Le linee guida fissano anche le azioni di conservazione e di gestione del plantigrado, prevedendo l’attività continuativa di monitoraggio e di prevenzione dei danni, oltre che la formazione del personale.