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OMICIDIO DI BRUNICO: IL DOLORE DEI FAMILIARI DI MAXIM

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E’ ancora mistero sulle cause dell’omicidio di Maxim Zanella, il 30enne ucciso a Brunico da un amico durante una lite.

L’assassino, Oskar Kozlowski, polacco di 21 anni che viveva in un’abitazione vicina a quella della vittima, ha confessato dopo essersi recato al pronto soccorso per curarsi delle ferite.

Zanella faceva il bagnino a Riscone di Brunico ed era figlio adottivo del presidente del CAI dell’Alto Adige, Carlo Alberto Zanella e della moglie Giuliana.

I due avevano qualche piccolo precedente.

Forse la lite è stata provocata da motivi legati ai soldi, ma la Procura di Bolzano, che indaga per omicidio volontario, non esclude alcuna ipotesi.

Indizi utili potrebbero arrivare dal ritrovamento del coltello utilizzato e del cellulare che Oskar Kozlowski ha lanciato nel fiume Rienza, così come dai pc e dal materiale trovato negli appartamenti dei due ragazzi.

Quello della vittima, dove è avvenuto il delitto, è stato posto sotto sequestro.

Il ritrovamento di un teschio nell’appartamento di Zanella e il fatto che l’assassino avesse postato fotografie legate a simboli satanici, hanno alimentato voci su un possibile retroscena satanista, ma per ora non arrivano conferme in questo senso.