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VIPERE IN MONTAGNA: CONSIGLI SULLA SICUREZZA

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Durante un’escursione in estate è possibile incontrare molti animali nei boschi o lungo i sentieri esposti, in prossimità delle malghe e dei rifugi.
Tra questi ci sono le vipere, serpenti velenosi di solito innocui ma che possono rivelarsi insidiosi se calpestati inavvertitamente.

Come si riconosce una vipera?
Questa specie è individuabile dalla testa a forma triangolare, a punta, ben distinta dal tronco e corpo tozzo, grosso, che termina bruscamente con una coda breve e sottile e dall’occhio con pupilla verticale.

Come si riconosce il morso di una vipera?
Per la presenza di due fori, distanziati di circa un centimetro l’uno dall’altro, seguiti da forellini più piccoli. I due fori più grandi sono quelli dei denti attraverso i quali la vipera inietta il veleno, mentre i segni più piccoli sono quelli lasciati dagli altri denti.
Il veleno della vipera iniettato nel corpo umano genera dolore intenso, gonfiore, arrossamento e successivo livido. Dopo circa 30 minuti possono presentarsi altri disturbi come secchezza della bocca, cefalea, capogiri, aumento della frequenza cardiaca e abbassamento della pressione arteriosa. La gravità degli effetti dipende principalmente dalla quantità di veleno iniettato rispetto al peso corporeo del malcapitato.

Il CNSAS – Servizio Provinciale Trentino ricorda di indossare sempre calzature adatte al tipo di escursione che si intende intraprendere e di attuare comportamenti che possono prevenire questa eventualità prestando attenzione a dove si appoggiano mani e piedi.

Ma nel caso in cui un nostro compagno di escursione venisse morso ci sono alcune regole di comportamento che è bene conoscere per aiutare l’infortunato:

chiamare immediatamente i soccorsi componendo il numero 112;
mantenere la calma e rassicurare il compagno;
la persona morsa deve rimanere ferma per non aumentare la frequenza cardiaca, che causerebbe un aumento della velocità d’immissione in circolo del veleno;
applicare una medicazione compressiva sulla zona del morso;
applicare del ghiaccio, esso può attenuare il dolore e ridurre la velocità di assorbimento del veleno;
la ferita non va incisa né va succhiato esternamente il veleno.