Home Notizie COVID IN COLONIA A CESENATICO, GENITORI INFURIATI

COVID IN COLONIA A CESENATICO, GENITORI INFURIATI

185

Apprensione e rabbia, da parte delle famiglie per il Focolaio Covid scoperto nella storica colonia trentina Aerat di Cesenatico, nuova Colonia Trento.

Su 297 presenti, sono stati individuati 36 i positivi, di cui 33 sono ragazzi, gli altri 3 sono operatori. Solo 8 hanno sintomi lievi, febbre e raffreddore, gli altri sarebbero asintomatici.

L’azienda sanitaria trentina ha suggerito inizialmente di tenere tutti in una bolla e dividere il gruppo in 3 fra sintomatici, positivi asintmatici e negativi, ma su pressione delle famiglie che chiedevano di poter riportare a casa i bambini e ragazzi, sta valutando se lasciar partire almeno i negativi, che dovranno, nel caso, viaggiare dritti fino a Trento senza tappe intermedie, e sottoporsi ad un nuovo tampone fra 8 giorni, a 10 dal primo.

Una discriminante potrebbe anche essere la vaccinazione o meno dei famigliari, ma le notizie arrivano frammentarie e col contagocce, maggior motivo di rabbia dei famigliari, che vorrebbero essere informati prima della stampa e soprattutto – in larga parte – riportare a casa i figli.

Complicato soprattutto per i positivi, che parrebbero costretti a restare, almeno fino a ieri: sapere un figlio malato lontano, senza poterlo assistere, non è cosa da poco, per quanto siano stati promessi contatti e informazioni frequenti, e a chi è in isolamento – e lo aveva – sia stato restituito il cellulare.

Qualcuno si è già rivolto a un legale, per poter riprendere il figlio.

Il personale sanitario trentino è in costante contatto con i responsabili della salute dell’Emilia-Romagna, ai quali spetta territorialmente la gestione dell’emergenza.

Nei commenti dei genitori c’è chi parla di decisioni subite e ragazzi in lacrime.

Polemiche anche per la non obbligatorietà dei tamponi a inizio vacanza, richiesti (in alternativa al vaccino) solo per il personale, che comunque non è rimasto indenne dal contagio, considerato che il tampone certifica l’immunità del momento ma non può prevedere quella dei giorni successivi.

In una colonia di 15 giorni, sarebbe stato comunque impossibile garantire sicurezza.

C’è anche chi lo capisce, e ringrazia Aerat per aver provato a dare una vacanza “normale” ai ragazzi.

Certo, l’evento improvviso rischia di complicare parecchio la vita alle famiglie.

Nuove notizie sono attese in mattinata, dopo confronto fra le due aziende sanitarie.