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CANTINA MEZZACORONA: PER LA VICENDA DEL FEUDO ARANCIO CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO TRA GLI ALTRI PER FABIO RIZZOLI E LUCA RIGOTTI

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Ai vertici del colosso vitivinicolo della Rotaliana la Procura contesta i reati di riciclaggio e associazione di stampo mafioso per l’acquisto nel 2001 di terreni agricoli in Sicilia, che ha dato vita Feudo Arancio. Terreni che secondo l’accusa la mafia avrebbe venduto, sottraendoli alla giustizia e ripulendoli con il denaro arrivato dalla cantina trentina.

Alla chiusura dell’inchiesta sono 4 le richieste di rinvio a giudizio tra cui Fabio Rizzoli, che per tanti anni è stato amministratore delegato della cantina, e Luca Rigotti attuale presidente del gruppo vitivinicolo rotaliano; più due siciliani Caradonna e Maragioglio.

La difesa un anno fa ottenne dal tribunale del riesame l’annullamento del sequestro dei due appezzamenti agricoli del valore di 70 milioni di euro, facendo cadere l’accusa di associazione mafiosa.
Il presunto riciclaggio invece riguarda un secondo investimento e cioè l’acquisto di un’azienda agricola da 621 ettari ad Acate, nella provincia di Ragusa, al prezzo di 21 miliardi di lire. Anche in questo caso, secondo l’accusa, l’acquisto avvenne da una società con a capo un componente della famiglia mafiosa Salvo.
Il gruppo Mezzacorona afferma di non aver mai fatto affari con la mafia.
Anzi dice di aver portato in Sicilia lavoro e legalità.