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PRIMA USCITA UFFICIALE SUL TERRITORIO DELL’AUTORITA’ PER LE MINORANZE, IN VALLE DEI MOCHENI

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​​​​Prima uscita ufficiale della nuova Autorità per le minoranze. Fin dal suo insediamento, la presidente Katia Vasselai (ladina), insieme a Chiara Pallaoro (mochena) e Matteo Nicolussi Castellan (cimbro) aveva annunciato l’intenzione di essere presente sui territori per raccogliere istanze e richieste. Martedì 28 settembre l’Autorità si è recata in Valle dei Mocheni dove è stata ricevuta a Palù del Fersina/Palau en Bersntol dalla dirigenza pubblica locale: i sindaci di Palù, di Frassilongo-Garait e di Fierozzo-Vlarotz, il presidente dell’Istituto culturale mocheno Luca Moltrer, il direttore Mauro Buffa, la presidente del suo comitato scientifico, Federica Ricci Garotti.
Il confronto è stato ampio e serrato. Il punto di partenza: se si vuole che la lingua minoritaria sopravviva, occorre evitare lo spopolamento dei paesi in cui ancora la si parla. Un primo fronte strategico è allora quello della scuola: i mocheni vantano una materna/elementare a Fierozzo, in cui si insegna l’antica lingua di ceppo germanico, ma occorrono insegnanti di ruolo e un potenziamento delle ore dedicate al mocheno.
Il sindaco di Palù ha detto che in queste settimane sta partendo un corso linguistico per adulti cui sono iscritte anche persone da fuori valle, aspetto sicuramente positivo e incoraggiante. Ha poi toccato il tasto fondamentale dello sviluppo occupazionale in valle. A questo scopo sembra importante – ha detto il primo cittadino – che la Provincia creda nel telelavoro e si impegni per portare la fibra ottica nei paesi mocheni, dove la connessione internet è ancora scadente.
Criticità serie sono state segnalate in merito alla gestione associata dei servizi municipali (l’ufficio tecnico per tutta la valle è quello di Pergine) e sul fronte della promozione turistica (l’accorpamento con l’Apt Valsugana – è stato detto – lascia la valle totalmente ai margini). Altri temi: la viabilità da ottimizzare (s.p. 135), l’esempio del cohousing di Luserna da imitare, l’indennità di bilinguismo come a Bolzano, l’istituzione di una Festa delle Minoranze linguistiche trentine, il patentino che si potrebbe assegnare a partire dai ragazzi in uscita dalle scuole locali.