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IMPRENDITORI ALTOATESINI PREOCCUPATI PER IL POSSIBILE BLOCCO PRODUTTIVO A CAUSA DELL’OBBLIGO DI GREEN PASS

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Sale la preoccupazione in Alto Adige per l’ obbligo di green pass sul posto di lavoro.
Gli imprenditori, favorevoli alla sua introduzione, ora temono il blocco produttivo.
Si stanno muovendo all’interno delle aziende per ridurre al massimo la quota di non vaccinati e nel frattempo hanno chiesto alla Provincia di aumentare i punti per eseguire i test, richiesta avanzata anche dagli artigiani, aziende solitamente di piccole dimensioni fra i quali si stima che i non vaccinati siano fra le 8 e le 10 mila unità, in imprese che in media hanno 3,5 dipendenti, e nelle quali una sola assenza può diventare pesantissima.
In generale si stima che la quota di lavoratori non vaccinati stia fra il 10 e il 20% del totale.
Dal 14 ottobre sarà operativo il centro tamponi al Palasport di via Resia, dove si potrà richiedere il test per accertare la presenza del covid a 15 euro.
Intanto in Comune a Bolzano sono in aumento le domande di congedo e ferie a partire dal 15 ottobre. Uno degli effetti dell’obbligo di certificazione da esibire sui luoghi di lavoro. Non si esclude che l’assenza di personale peserà sull’erogazione di qualche servizio.
E c’è anche chi decide di fornire il servizio di screening in azienda. E’ il caso della Rothablaas multinazionale con sede a Cortaccia che eseguirà per i suoi dipendenti non vaccinati i tamponi in azienda. “Non possiamo rinunciare ai nostri dipendenti, per noi questa è alta stagione, abbiamo cantieri in 30 paesi del mondo, preferiamo assumerci questi costi che perdere i clienti”. Dice Robert Blaas titolare dell’azienda.