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CASO PEDRI: SARA A DISAGIO MA NON PER IL LAVORO. LE PAROLE DEL LEGALE DI TATEO

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Sara Pedri era a disagio, ma non per il rapporto con il primario Tateo.
E’ quanto sostiene l’avvocato Salvatore Scuto che difende l’ex primario di ginecologia dell’ospedale Santa Chiara di Trento dove lavorava Sara Pedri, scomparsa in
Trentino dal 4 marzo scorso.
Dall’analisi del contenuto di oltre 40.000 pagine di atti dell’indagine della Procura di Trento su Sara Pedri, “non emerge alcuna indicazione proveniente dalla dottoressa Pedri, o da altri, circa atteggiamenti intimidatori, vessatori o violenti attribuibili al dottor Tateo e da lei subiti”, scrive il legale.
Nei giorni scorsi erano stati diffusi i contenuti di una perizia psicologica di parte prodotta dall’avvocato della madre della ginecologa 31 enne che – secondo la perizia – sarebbe stata vittima di mobbing sul posto di lavoro
Negli atti ci sono riferimenti a messaggi ad amici, famigliari e colleghi risalenti anche a prima che Sara Pedri arrivasse in Trentino da cui a volte traspaiono frustrazione e insicurezza, sottolinea l’avvocato Scuto.