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CASO PEDRI: LA SORELLA DI SARA RIBATTE AL LEGALE DI TATEO

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Emanuela Pedri, sorella di Sara, la ginecologa scomparsa in Trentino lo scorso 4 marzo, replica alla difesa dell’ex primario Saverio Tateo.
“L’avvocato Scuto ha riportato frasi di Sara decontestualizzate, scritte in un momento in cui viveva un disturbo post traumatico da stress, come diagnosticato da un medico di base una settimana prima che scomparisse. ‘Sono un morto che cammina’ è stata detta non a un collega, ma al compagno di vita, a cui solitamente non si mente, a causa dell’ambiente di lavoro tossico in cui si trovava”. Questo quanto sostiene Emanuela Pedri.
“Certamente Sara era fragile, come lo siamo tutti, ed era abituata a lavorare lontano da casa. Ci sono invece le testimonianze di persone che a Trento l’hanno vista spegnersi a causa dei
maltrattamenti e delle vessazioni provenienti da due persone precise. E le imputazioni non arrivano dalla famiglia Pedri, ma dall’azienda sanitaria e dalla commissione dei garanti, che ha ritenuto di dover licenziare il primario e trasferire la sua vice”, ha aggiunto la sorella,
evidenziando anche come “la risonanza mediatica del caso è legata all’interesse sociale di quanto emerso”.