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CAVALESE, SARA’ UN ITER CONDIVISO

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Ieri a Predazzo si è tenuto un incontro sul futuro dell’ospedale di Cavalese, al quale hanno partecipato il presidente della provincia di Trento Maurizio Fugatti, l’assessora alla sanità Stefania Segnana e i sindaci della valle. Esclusi i cittadini e i rappresentanti delle minoranze dei consigli comunali fiemmesi.
Sul tavolo il progetto di rilancio e ristrutturazione da 47 milioni di euro – già approvato – dell’attuale nosocomio, e quello che invece prevede la costruzione ex novo di una struttura a Masi di Cavalese che vedrebbe lievitare i costi (le stime parlano di 138 milioni di euro), proposto da una cordata di imprese con la formula del partenariato pubblico-privato. Finora era stato detto che ci si deve attendere alle indicazioni dei tecnici del Navip, il nucleo di analisi e valutazione degli investimenti pubblici, che però – si è saputo oggi – è ancora al lavoro: il parere definitivo è atteso nelle prossime settimane. Non è stato portato alcun disegno del progetto che si sperava di vedere oggi, mentre la Provincia ha mostrato soltanto la mappa della piana dei Masi di Cavalese.
Il finanziamento provinciale sarà disponibile fino alla decisione finale che sarà presa sentendo i territori di Fiemme, Fassa e Cembra ha assicurato Fugatti precisando che la nuova struttura sarà parte integrante del progetto della scuola universitaria di medicina.
Al termine dell’incontro, durato due ore, sul futuro dell’ospedale, è iniziato quello sulla riorganizzazione dei distretti sanitari: due si configurano a maggior vocazione turistica, quello Sud e quello Est, mentre il distretto Nord ha caratteristiche più prossime alla realtà urbana, ha spiegato Segnana.