Home Notizie TAMPONI: “NESSUN FALSO, MA TANTE RICHIESTE D’AIUTO”

TAMPONI: “NESSUN FALSO, MA TANTE RICHIESTE D’AIUTO”

190

“Se ho sbagliato, me ne assumerò le responsabilità in prima persona, ma non ho mai inserito nel sistema dati che sapevo essere falsi, possono esserci stati semmai ritardi nell’inserimento dei dati, vista la mole di richieste e le forti pressioni ricevute”. Così si difende l’infermiere accusato assieme alla moglie e a tre collaboratori di aver inserito nel sistema dell’Azienda Sanitaria risultati di tamponi mai effettuati, fatti risultare positivi o negativi a seconda della richiesta del cliente. Lo scrive oggi l’Adige. Un cliente in particolare, secondo gli inquirenti, gli avrebbe consegnato dietro un separè una busta con 1.000 euro, mentre 120.000 euro in contanti erano nelle disponibilità dell’uomo e dei suoi collaboratori, denaro di cui l’uomo dovrà spiegare la provenienza. In base ai dati dell’azienda sanitaria, il centro tamponi avrebbe inserito nella piattaforma gli esiti di più test rispetto a quelli effettuati, con inserimenti in serie la sera, a centro chiuso. Il sospetto è che cittadini disperati davanti al concreto rischio di perdere il lavoro – o essendo già stati sospesi, nel caso di insegnanti, sanitari e forze dell’ordine – abbiano cercato una scappatoia cercando di dimostrare la propria positività in modo fraudolento, in modo da ricevere il green pass al termine della quarantena. Le accuse sono pesanti: associazione a delinquere, corruzione e falso, e potrebbero ora coinvolgere anche i clienti interessati, su cui si stanno rivolgendo le indagini.