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STOP AI RIMBORSI CHILOMETRICI PER I CONSIGLIERI

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Stop ai rimborsi chilometrici per i consiglieri provinciali di Trento.

La notizia era scontata, ma l’ufficialità è arrivata oggi con la comunicazione del presidente dell’assemblea Kaswalder ai capigruppo riuniti per pianificare i lavori d’aula della prossima settimana.

Non verranno più liquidati ai consiglieri i rimborsi chilometrici per i tragitti da casa alle sedi dei gruppi consiliari e per le sedute delle commissioni e d’aula.

Tutto parte dalla decisione dello scorso anno dell’Ufficio di presidenza del consiglio regionale che ha aggiornato la rivalutazione Istat delle indennità per il 2021: se a questo aumento si aggiungessero anche i rimborsi si supererebbe il tetto massimo degli 11 mila 100 euro lordi fissato dalla legge nazionale.

L’adeguamento Istat era previsto nella contestata legge regionale del 2012.

Il presidente Kaswalder ha ricordato che i consiglieri trentini e altoatesini sono gli unici a pagare le tasse, attorno al 40%, su un imponibile lordo di 10 mila euro, mentre nelle altre regioni sono state ridotte le indennità vere e proprie, attorno ai 5 – 6 mila euro lordi, aumentando però la quota dei rimborsi sui quali non gravano tasse.

Luca Guglielmi di Fassa e Pietro De Godenz dell’UpT hanno affermato che questo “taglio” dei rimborsi chilometrici di fatto rende più difficile fare politica a chi vive nelle realtà periferiche.

Nella seduta della prossima settimana la giunta riferirà anche delle misure per contrastare il caro-bollette: l’esecutivo aveva chiesto più tempo, ma per la minoranza non è possibile aspettare oltre.