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I CIMBRI SONO LO 0,2% DELLA POPOLAZIONE TRENTINA

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Sono disponibili i primi risultati della Rilevazione sulla consistenza e la dislocazione territoriale degli appartenenti alle popolazioni di lingua ladina, mochena e cimbra che si è svolta nel 2021 e che ha coinvolto, in maniera volontaria, tutti i residenti nei comuni della provincia di Trento.
Alla rilevazione hanno partecipato 125.843 residenti in provincia di Trento su una popolazione residente al 1° gennaio 2021 di 542.166 individui; il tasso di partecipazione alla rilevazione è risultato pari al 23,2%.
Nei comuni dove risiedono le comunità di minoranza i tassi di partecipazione sono risultati molto più elevati e pari al 78% per l’area cimbra.
I cimbri residenti a Luserna-Lusérn (cioè nell’area di insediamento storico della popolazione cimbra) costituiscono il 68,7% della popolazione comunale. Nella Magnifica Comunità degli Altipiani cimbri (costituita da Folgaria, Lavarone e Luserna-Lusérn) vive oltre un terzo dei cimbri residenti in provincia di Trento (il 38,7%) e in essa si registrano 9 cimbri
ogni 100 persone. Complessivamente, in tutto il Trentino, sono 27 i comuni in cui risiedono almeno 5 cimbri e 75 quelli in cui almeno una persona si è dichiarata appartenere alla popolazione cimbra. Il tasso di comprensione della lingua cimbra è vicino all’85%.
In tutta la provincia hanno dichiarato di appartenere alla popolazione di lingua cimbra 1.111 residenti, lo 0,2% della popolazione trentina. Oltre a Luserna-Lusérn e ai comuni degli Altipiani cimbri, una percentuale significativa si rileva nel comune di Terragnolo (10,2%), che registra più appartenenti in termini percentuali rispetto ai comuni di Folgaria (6,4%) e Lavarone (3,8%).
Rispetto al 2011, quando la rilevazione sugli appartenenti alle popolazioni di lingua ladina, mòchena e cimbra era parte integrante del Censimento generale della popolazione e delle abitazioni, si conferma l’incidenza percentuale provinciale dei mòcheni e dei cimbri, mentre appare diminuita di sei decimi di punto percentuale l’incidenza dei ladini, passando dal 3,5%
del 2011 all’attuale 2,9%.