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MOLINA DI FIEMME: ANCORA SENZA IDENTITA’ IL CADAVERE TROVATO NEL BOSCO

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Non ha ancora un’identià il cadavere dell’ uomo trovato, in avanzato stato di decomposizione, nei boschi della valle di Fiemme nella tarda serata di ieri. Il corpo, accanto ad una tenda, indosso una giacca rossa e scarponi da montagna. Una tenda verde, un riparo fatto con il telo che si usa per coprire la legna.
Un cadavere in avanzato stato di decomposizione, nessun documento, nei boschi di Molina di Fiemme. Giacca rossa, scarponi da montagna. Uno zaino, bottiglie d’acqua: 12 intere, tre aperte, un quaderno.
Questi alcuni degli elementi in mano ai carabinieri di cavalese e molina per risalire all’identità dell’uomo trovato, la sera del 2 maggio, nei boschi di Molina; 500 metri prima della foce del Rio Cadino, destra orografica, lato interno rispetto alla strada dei bacini montani usata per il rispristino del rio dagli schianti di Vaia, ad un chilometro dall’abitato.
Tra i primi ad arrivare sul posto il sindaco di Castello Molina, Marco Larger. Nel giaciglio un sacco a pelo, spiega, uno zainetto con gi elastici per la tenda, pile, torce funzionanti. Un uomo alto, capace di costruire un riparo come va fatto. Un nuovo lutto nella valle, dove al momento non vi sono segnalazioni di persone scomparse. Difficile recuperere la salma nella notte, per i vvf di molina e gli uomini del soccorso alpino. Le indagini sono condotte dai carabinieri di Molina, Cavalese e dalla scientifica. A dare l’allarme un passante, che con il cane camminava in quella zona chiamata Presepe. Prima di Vaia era un tappeto di verde muschio.