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CORTEO DI PROTESTA TRASVERSALE AL FESTIVAL DELL’ECONOMIA DI TRENTO

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I sindacati di base CUB e SBM, il fronte No Tav che si oppone alla circonvallazione ferroviaria di Trento, gli ambientalisti di Extinctione Rebellion e il più fresco coordinamento UniAMOci, nato per protestare contro le limitazioni ai diritti costituzionali nei 2 anni di pandemia e chiedere il reintegro di sanitari e insegnanti obiettori vaccinali e lo stop alle mascherine a scuola. Un fronte trasversale, quello che ha manifestato a Trento contro il Festival dell’Economia e il ministro alle Infrastrutture Enrico Giovannini, con elementi che andavano dall’estrema destra all’estrema sinistra storica, passando per tutto l’arco costituzionale, per la prima volta tutti assieme al di là delle distinzioni politiche. Un segnale che qualcosa sta cambiando, nelle piazze, dove il “nemico” oggi è un tutt’uno fra politica, sindacati confederali e multinazionali. Coi “poteri forti ad arricchirsi con le grandi opere” – denunciano i manifestanti – “e i cittadini sempre più poveri, tra inflazione e caro energia”. Tra gli slogan, “guerra, vaccini e pandemia, stessi mandanti e stessa strategia”. Crescono in tutta Italia, le contestazioni ai ministri del Governo Draghi, diversi dei quali quest’anno hanno evitato le domande della stampa o hanno partecipato al Festival in teleconferenza, senza che questo fosse annunciato sul programma. Che sia o meno legata alle proteste, una novità rispetto alle scorse edizioni. Nel video, le interviste ad alcuni leader della protesta.