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GREEN PASS FALSI: CHIUSE LE INDAGINI

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“Un tamponificio con esito a richiesta”.
Non lascia adito a dubbi la definizione della nota dei carabinieri del comando provinciale che hanno seguito i controlli sui centri tamponi di Pergine e Trento Nord gestiti in libera professione dall’infermiere Gabriele Macinati.
Ora la Procura ha concluso le indagini preliminari.
Sono 92 le persone coinvolte a diverso titolo e chiamate a rispondere dei reati di associazione per delinquere, corruzione, falsità ideologica e accesso abusivo a sistema informatico.
Nei guai non sono finiti solo Macinati e quattro collaboratori, ma anche una serie di clienti che pagando avrebbero ricevuto l’esito richiesto: negativo per ottenere un green pass valido per 48 ore, positivo per ottenere la certificazione verde evitando la vaccinazione.
Le verifiche erano partirte all’inizio di quest’anno a seguito di alcune segnalazioni giunte agli inquirenti in merito alle anomale modalità con cui venivano praticati i test.
Una su tutte: gli esiti dei tamponi arrivavano sul cellulare dei pazienti prima ancora che fosse trascorso il tempo minimo di immersione del campione nel reagente.
Nei mesi scorsi i due centri erano stati fatti chiudere ed erano stati sequestrati 120.000 euro provento dell’attività illecita e 100 green pass falsi.