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FRANA A CIMA UOMO, DIFFICILE STABILIRE LE CAUSE. PROBABILI ALTRI CROLLI

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Nessuna persona coinvolta ma un distacco che preoccupa e che riporta la memoria a quel tragico 3 luglio sulla Marmolada, la frana che si è verificata ieri pomeriggio a Cima Uomo, in val San Nicolò sul versante che dà verso la Valle di Fassa.
Sono state subito attivate le procedure di verifica con l’allerta in prima battuta delle squadre del Soccorso alpino e in supporto anche i vigili del fuoco volontari ed il Saf.
La frana si è staccata su Cima Uomo, 3.010 metri di quota sulle Dolomiti, nel massiccio della Marmolada, un centinaio di metri sotto la vetta. Ha un volume di circa 200 metri cubi di roccia. Il materiale crollato non ha interessato sentieri particolarmente frequentati, che si trovano più a nord e salgono verso la cresta che porta in Val Contrin.
La causa del crollo è difficile da stabilire, considerando che non ci sono stati recenti sbalzi di temperature e anche nella fascia sopra i 2.800 metri, normalmente quella in cui le rocce sono soggette a severe escursioni termiche, è certamente influenzata dal caldo estivo delle ultime settimane. I geologi non escludono altri crolli nei prossimi giorni.