Home Notizie NELLA SCUOLA TRENTINA MANCANO DOCENTI LA DENUNCIA DELLA FLC CGIL. LA PROVINCIA...

NELLA SCUOLA TRENTINA MANCANO DOCENTI LA DENUNCIA DELLA FLC CGIL. LA PROVINCIA RISPONDE: LA PROGRAMMAZIONE E’ TRIENNALE

101

Lunedì iniziano le scuole e la metà delle cattedre a tempo indeterminato ancora non sarebbe stata assegnata.
La denuncia arriva dalla Flc Cigil che parla di concorsi in ritardo e scarsa programmazione.
A giugno -scrive il sindacato- si sono liberate, a seguito dei pensionamenti, 548 cattedre, cioè posti a tempo indeterminato, ma solo il 52% di queste è stato coperto con insegnanti che sono entrati in ruolo.
Il resto è stato affidato, o verrà affidato nei prossimi giorni, con i contratti a tempo determinato.
La situazione peggiore nelle scuole medie e superiori, dove i posti che si sono liberati sono 424, di cui solo 169 sono stati coperti.
Quello dei docenti -rincara la dose il sindacato- è solo la punta dell’iceberg. “Se ne parla poco ma a scuola mancano assistenti educatori, personale ausiliario, tecnico e amministrativo. Non si fanno i concorsi perché il Dipartimento è ridotto all’osso e il personale, pur impegnandosi al massimo, non è posto nelle condizioni per seguire in modo efficace le varie partite aperte. Anche su questo sarebbe ora di intervenire”.

Nessun errore nella programmazione del fabbisogno dei docenti replica al sindacato l’assessore all’istruzione Mirko Bisesti che chiarisce come il fabbisogno del personale docente per la scuola trentina viene elaborato tenendo conto sia dei pensionamenti su un arco temporale triennale, sia delle graduatorie concorsuali o per
titoli vigenti al momento della programmazione.
Dei 566 posti destinati alle immissioni in ruolo per quest’anno scolastico, non sono stati nominati circa 280 docenti in ruolo, che saranno coperti con incarichi di supplenza. Al concorso ordinario (svoltosi nel 2022) erano stati ammessi 1.715 candidati distribuiti su 41 classi di concorso, per un fabbisogno iniziale di 185 posti; si sono presentati alle prove scritte 1.325 candidati e non ne sono stati ammessi alle fasi successive 826, con un tasso del 62% di bocciati, distribuiti in modo eterogeneo tra le diverse discipline. In alcuni casi si è registrato l’80% ed in altri il 100% delle bocciature. L’assenza importante di candidati idonei ha costituito un fattore di condizionamento importante, assieme al fermo imposto dal Ministero.