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ALTO ADIGE MODELLO INTERNAZIONALE PER LA TUTELA DELLE MINORANZE. SODDISFATTO DEL MEETING IL PRESIDENTE KOMPATSCHER

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A margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che si è riunita mercoledì 21 settembre 2022 a New York, si è svolto un “High-level meeting” in occasione del 30° anniversario della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti delle minoranze al quale ha partecipato anche il presidente della Provincia Arno Kompatscher. Membri delle Nazioni Unite e rappresentanti di numerosi Stati hanno portato il loro contributo di idee ed esperienze sul tema dei diritti delle minoranze nel corso della parte introduttiva e del dibattito generale.
“La soluzione della controversia in Alto Adige, 30 anni fa, è un buon esempio di come due Governi – Italia e Austria – siano riusciti a risolvere tensioni e conflitti in modo pacifico attraverso anni di negoziati e un processo di dialogo” lo ha detto Fernand de Varennes, relatore speciale sulle questioni delle minoranze presso il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite. Il successo dell’Autonomia dell’Alto Adige – ha proseguito de Varennes – dovrebbe essere condiviso con la comunità internazionale ed essere preso come esempio; perché oggi, in termini di pace e stabilità, ci troviamo di fronte ad una crescente instabilità e ad alte tensioni in tutto il mondo.
“Il fatto che l’Alto Adige sia stato esplicitamente citato da diversi oratori come uno dei pochissimi esempi di successo a livello mondiale di soluzione pacifica di un conflitto etnico e di tutela delle minoranze non è solo un incentivo per la comunità degli Stati presenti a lavorare in questa direzione, ma rafforza anche la stessa Autonomia dell’Alto Adige”, ha detto convinto il presidente altoatesino Kompatscher.
La Dichiarazione sui diritti delle persone appartenenti a minoranze nazionali o etniche, religiose e linguistiche è stata adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 18 dicembre 1992. Tra le sue disposizioni più importanti vi è quella secondo la quale “le persone appartenenti a minoranze nazionali o etniche, religiose e linguistiche hanno il diritto di godere della propria cultura, di professare e praticare la propria religione e di usare la propria lingua, privatamente e pubblicamente, liberamente e senza interferenze o qualsiasi forma di discriminazione”.
Ascoltiamo l’intervista raccolta al suo rientro a Bolzano del p residente Arno Kompatscher.