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RICORSO AL TAR CONTRO LA CIRCONVALLAZIONE FERROVIARIA DI TRENTO

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Nuovo ostacolo per il bypass ferroviario di Trento. Le proteste dei cittadini hanno preso corpo in un ricorso presentato da 24 persone residenti nell’area interessata dal tracciato o titolari di edifici e attività da abbattere o trasferire, che lunedì sera, poco prima della scadenza dei termini, hanno depositato un ricorso al Tar, che sarà reso pubblico sabato. Alla base, la mancata previsione, nel bando di RFI, di alcune delle prescrizioni che erano state richieste nei vari passaggi di approvazione del progetto, che non sarebbe dunque conforme a quanto richiesto per i progetti finanziabili con i prestiti del PNRR. Un ricorso che rischia di allungare ulteriormente i tempi di realizzazione della circonvallazione che deve essere terminata entro il 2026, per poter accedere ai prestiti e finanziamenti europei. Tutto ciò, mentre lievitano i costi dell’opera, che per ammissione di Paola Firmi, commissaria del Governo per il potenziamento della linea Fortezza-Verona e vicedirettrice generale standard e sviluppo di Rfi, sarebbero già saliti da 970 milioni fino a un miliardo 270milioni di euro, una differenza di cui l’Europa non si farebbe carico. Ieri sera nuovo incontro nel quartiere di San Martino, con l’invito a tutti i proprietari a non accettare le proposte arrivate per gli espropri.