Home Notizie CONSULTAZIONI, IL GRUPPO PER LE AUTONOMIE VOTERA’ NO ALLA FIDUCIA A MELONI

CONSULTAZIONI, IL GRUPPO PER LE AUTONOMIE VOTERA’ NO ALLA FIDUCIA A MELONI

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Non sembra partita col piede giusto, la formazione del nuovo governo, con i partiti di maggioranza bloccati dai veti incrociati tra Forza Italia e Fratelli d’Italia.
E’ in questo clima che questa mattina sono partite le consultazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Le consultazioni servono a sentire il «polso» del Paese per non sbagliare nella scelta del premier che possa avere in aula una maggioranza, col rischio altrimenti di un nuovo incarico tecnico.
Dopo la telefonata al presidente emerito della Repubblica , Senatore Giorgio Napolitano, Mattarella ha ricevuto al Quirinale il Presidente del Senato Ignazio La Russa e quello della Camera Lorenzo Fontana.
Quindi seguono le rappresentanze dei gruppi più piccoli. Il primo, il gruppo «Per le autonomie, di cui fanno parte SVP-Patt, Campobase e Sud Chiama Nord.
Preoccupazione è stata espressa dalla presidente Julia Unterberger per i problemi avuti in passato con Fratelli d’Italia. “Abbiamo detto a Mattarella che il risultato delle elezioni è chiaro ed è giusto che Meloni sia presidente, ma abbiamo forti preoccupazioni. Siamo autonomisti ed europeisti, ci desta preoccupazione che il partito sia sovranista, nazionalista. Noi nel passato abbiamo avuto grandi problemi con Fratelli d’Italia perché hanno difficoltà ad accettare il diverso. Abbiamo difficoltà ad accettare persone di quel partito quando ci dicono ”andate in Austria”. Quando ci vogliono costringere ad appendere la bandiera italiana. Spero abbiano con noi un approccio più costruttivo, che quei toni appartengano al passato. Il nostro orientamento è di votare contro fiducia. Devono dimostrarci che hanno cambiato atteggiamento contro le minoranze linguistiche e contro l’Europa”, ha detto Unterberger.
Il conferimento dell’incarico al nuovo premier è previsto per sabato.
Il centrodestra avrebbe abbondantemente i voti per sostenere un governo a guida Giorgia Meloni – che sarebbe la prima Presidente del Consiglio italiana – ma le schermaglie sui nomi dei ministri e le divergenze sulla politica estera – pur con Berlusconi che ha fatto retrofront sulle responsabilità di Zelenski in Donbass – rendono in salita la strada verso una agevole formazione del governo.