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ASSEGNO DI NATALITA’, RESTA IL REQUISITO DEI 10 ANNI DI RESIDENZA IN TRENTINO

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Nel pomeriggio il Consiglio Provinciale di Trento ha bocciato il disegno di legge di Olivi Alessandro Olivi (Pd), che proponeva di ridurre da 10 a due anni di residenza in Trentino il requisito richiesto dall’attuale normativa della Provincia per poter accedere all’assegno di natalità. 19 i voti contrari della maggioranza e 11 sì delle minoranze.
Toni accesi hanno segnato il dibattito.
Gli esponenti dell’opposizione hanno bollato come razzista e discriminatoria in particolare nei confronti delle persone extracomunitarie – del cui arrivo e della cui permanenza nel nostro territorio il Trentino ha grande bisogno a fronte del calo della natalità e a sostegno dell’economia – la norma provinciale che il ddl mirava a ridimensionare e che la magistratura ha ordinato di rimuovere. Norma che la Giunta Fugatti ha finora solamente disapplicato con una delibera che ha valore amministrativo, ma resistendo in appello contro la sentenza – come ha ricordato nel suo intervento l’assessore Spinelli -, senza rassegnarsi a modificare la legge.