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MARMOLADA REVOCATA L’ORDINANZA DI CHIUSURA. POSSIBILE LO SPOSTAMENTO DEI RIFUGI CAPANNA GHIACCIAIO E PIAN DEI FIACCONI

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E’ stata revocata l’ordinanza di chiusura della Marmolada. Il sindaco di Canazei Giovanni Bernard ha firmato il documento che ridefinisce la “zona rossa”.
Venti settimane dopo il crollo del seracco nei pressi di Punta Rocca che costò la vita a 11 escursionisti per la Regina delle Dolomiti si apre una nuova fase.
La decisione è stata presa sulla base della relazione tecnica di aggiornamento stilata del Servizio prevenzione rischi e Cue – Centro Unico Emergenze del Dipartimento protezione civile, della Provincia di Trento. La nuova “area di attenzione” è ora costituita dalla calotta e dalle due principali lingue che la circondano fino al lago di Fedaia. In caso di necessità e sulla base dei dati di monitoraggio dei dati nivo- metereologici che proseguiranno saranno attivate eventuali limitazioni.
La definizione di quest’area deriva infatti dalla sovrapposizione della zona di crollo e deposito con quella di pericolosità da valanghe, secondo quanto previsto dalla Carta del pericolo approvata nel 2020 dalla Giunta provinciale.
In quella specifica area, in caso di periodi prolungati di temperature alte, è possibile che la prossima stagione estiva venga attivato nuovamente il divieto di accesso 2023 sia attivabile nuovamente un divieto di accesso.
I rifugi Capanna ghiacciaio Marmolada e Pian dei Fiacconi che si trovano a 2.700 metri di quota nell’area ritenuta più critica non possono ancora essere riaperti. Le due strutture (una delle quali distrutta da una valanga nel dicembre 2020) è possibile che in futuro possano essere spostate – ha detto Raffaele De Col dirigente generale del Dipartimento protezione civile del Trentino.
Può riaprire invece il rifugio Cima Undici, situato in prossimità del lago di Fedaia.
Le piste da sci che si trovano nella sola area nord-orientale del versante, ricadono all’esterno dell’area più critica. Per il loro utilizzo si ritiene indispensabile che la società concessionaria provveda a segnalare e impedire la pratica del fuoripista nelle zone innevate esterne ai tracciati ufficiali, in modo che sia precluso l’accesso alle aree direttamente interessate dal crollo del 3 luglio.
Per la stagione estiva è possibile che venga nuovamente interdetto l’accesso al territorio nell’area sciistica.
Per quanto riguarda infine la rete di sentieri che portano in vetta, il Dipartimento propone di prevedere una nuova configurazione dei tracciati ufficiali, affinché non ci siano sovrapposizioni con l’area più critica e che le eventuali interferenze siano ridotte al minimo. I nuovi tratti di sentiero e quelli dismessi dovranno essere dotati di un’adeguata cartellonistica.