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MINORANZA MOCHENA: MENO DI 10 BAMBINI USANO LA LINGUA

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La lingua mòchena è poco parlata: sono meno di una decina i bambini che usano quotidianamente in casa l’idioma di minoranza. Per salvare il mòcheno sono dunque necessari interventi urgenti sul fronte educativo e economico. È quanto emerso dal vertice di Frassilongo, promosso dall’Autorità per le minoranze linguistiche, che è stato coordinato da Chiara Pallaoro.
I dati Ispat riportano 72 mòcheni ogni 100 residenti nei tre comuni della valle Frassilongo, Fierozzo e Palù.
Il vicesindaco di Frassilongo, Bruno Groff ha spiegato che non è ancora assicurato il diritto di insegnare la lingua a scuola (specie alle medie), mentre la commissione toponomastica non ha portato ad alcun esito. “La prospettiva di portare una ditta artigiana in valle, creando occupazione e buoni motivi per vivere qui, è stata approfondita tre anni fa, ma non si è ancora concretizzata”, ha detto Groff. Secondo il sindaco di Palù del Fersina, Franco Moar, il progetto finanziato dal Pnrr potrebbe offrire una “chance concreta” di sviluppare le potenzialità del turismo locale e di creare opportunità di lavoro in un territorio diventato di fatto il dormitorio” di centri come Pergine e Trento.
Il prossimo 16 dicembre inizierà la seconda fase del censimento Ispat, con un’indagine sociolinguistica a campione.