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STASERA L’ASSEMBLEA DEL PD: 400 FIRME CHIEDONO IL CONGRESSO

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Serata importante per il PD trentino che in una assemblea che si preannuncia infuocata dovrà mettere ai voti la proposta della segretaria Lucia Maestri di rimandare il congresso a dopo le elezioni provinciali del prossimo ottobre, una proposta che la stessa Maestri ha deciso di rimettere ai voti dell’assemblea dopo che la sua scelta di rimandare il congresso aveva portato alle dimissioni in blocco di 4 esponenti della sua segreteria, Sacha De Carli, Vera Rossi, Cristina Frassoni e Alessandro Fedrigotti, che ieri, assieme ad altri esponenti del partito tra cui l’ex segretario provinciale Giuliano Muzio, hanno lanciato una petizione per chiedere di celebrare il congresso alla sua naturale scadenza, nel marzo 2023. La petizione ha raccolto oltre 400 sottoscrizioni tra iscritti e simpatizzanti.
Contrari al rinvio anche i consiglieri provinciali Luca Zeni e Alessandro Olivi, che vorrebbero ridiscutere, al congresso, anche il limite dei 3 mandati che impedirebbe loro di ricandidarsi, mentre Maestri ha dichiarato di non essere attaccata alla poltrona, ma di aver ricevuto da Trento e Rovereto sollecitazioni a restare fino alle elezioni provinciali alla guida del partito che – ha ricordato – ha portato dal 13 al 22%, con tanto di sindaci e parlamentari.
A difendere la segretaria provinciale, negando che ci sia in atto una spaccatura tra vecchia guardia e giovani del partito, il segretario PD del capoluogo Alessandro Dal Rì, che su Facebook ha pubblicato una fotografia con un gruppo di giovani favorevoli alla proroga.