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IL BUSINESS DEI RIFIUTI NON RISPARMIA IL TRENTINO

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Il nucleo operativo ecologico dei carabinieri assieme all’Appa ha individuato le aree in cui sarebbero stati in parte smaltiti i rifiuti provenienti dai cantieri per la realizzazione della Galleria del Brennero e una grossa discarica abusiva in zona ad alta tutela ambientale.
L’operazione Brennero, coordinata dal Procuratore Raimondi e dalla Pm Liverani della direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo, all’inizio dell’anno aveva portato al sequestro di un impianto di recupero rifiuti dove, secondo gli investigatori, i titolari facevano transitare il materiale per recapitarli in discariche abusiva.
Nella nuova fase dell’inchiesta sono state individuate ulteriori aree adibite a discarica nei pressi del fiume Noce.
Biòtopi di interesse comunitario, di proprietà del Demanio, che i tre indagati avrebbero scavato e riempito con materiale proveniente dagli impianti di macinazione degli inerti. Un danno per l’ente pubblico che aveva dato in concessione l’area per svolgervi attività di lavorazione degli inerti, un danno per l’ambiente, al momento non quantificabile, in una riserva naturale di interesse ecologico a elevata valenza, un’area di pregio ambientale tra il fiume Noce e la strada statale, di proprietà del Servizio Bacini Montani della Provincia, senza che nessuno si sia accorto di nulla. Sul fronte delle bonifiche agrarie, sono state individuate inoltre otto macro aree in Valle di Non all’interno delle quali gli inquirenti ritengono fossero illecitamente smaltiti i rifiuti. Alcuni proprietari dei terreni interessati dagli smaltimenti illeciti si sono già attivati per ripristinare le aree a destinazione agricola.