Home Notizie LA DIFESA DELL’AQUILA BASKET IMBRIGLIA VARESE: 90-80, ALTRO CHE CRISI!

LA DIFESA DELL’AQUILA BASKET IMBRIGLIA VARESE: 90-80, ALTRO CHE CRISI!

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L’aveva detto coach Molin alla vigilia: la chiave della partita sarà la nostra difesa, per riuscire a fermare una squadra già 5 volte sopra i 100 punti, all’insegna della filosofia “chi ne fa uno in più, vince”. E così è stato: già dal primo quarto la Dolomiti Energia ha messo in campo attenzione e carattere, fermando Varese a quota 16 mentre l’attacco di casa – spesso tallone d’Achille di questa stagione – volava quasi a 30 punti (28-16 1° Q). A metà del secondo parziale, il massimo vantaggio trentino: +16 (43-27 al 5′), prima che Ross provasse a prendere per mano i suoi con 7 personali nei restanti 5 minuti, per il 51-41 all’intervallo lungo. Ospiti in recupero? Nient’affatto. Nel terzo quarto sono Atkins e Crawford a tenere a bada la rimonta, col n.22 a trovare due triple fondamentali nel momento migliore dei biancorossi, che permettono ai padroni di casa di andare all’ultimo riposo sul +14 (74-60). All’inizio del quarto parziale, l’ultima fiammata ospite: un 6-0 che riporta i lombardi sotto la doppia cifra di svantaggio, poi un paio di fischi arbitrali contestati innervosiscono i padroni di casa (fallo tecnico ad Atkins) ed offrono a Varese una serie di opportunità dalla lunetta (alla fine, 16/22 ai liberi per Trento, 19/32 la Openjobmetis). Con 3 minuti da giocare, Brown con un 2/2 – neanche a dirlo – dalla riga della carità porta i suoi a -7 (82-75), è l’unico momento in cui il rischio del recupero ospite si fa concreto. Ci pensa Flaccadori con 6 punti consecutivi a ricacciare indietro la squadra di coach Brase, poi Toto Forray chiude la gara con un 2/2 dalla lunetta e un assist al bacio per la schiacciata di Grazulis che timbra di potenza il successo trentino in un palazzetto quasi esaurito. Altro che crisi, l’Aquila risponde sul campo alle critiche, batte un’altra grande e la aggancia al quinto posto. Ora 4 partite da far tremare i polsi: Parigi mercoledì, Milano domenica, poi Tel Aviv e Sassari. Un altro sforzo non da poco per una formazione come quella trentina che non ha i numeri per rifiatare. I conti si faranno a febbraio.