Home Notizie VALANGA SUL LAGORAI: RECUPERATA LA SALMA DI ARIANNA SITTONI, TRAVOLTA E UCCISA...

VALANGA SUL LAGORAI: RECUPERATA LA SALMA DI ARIANNA SITTONI, TRAVOLTA E UCCISA DALLA SLAVINA. RICOVERATO AL S. CHIARA MA NON IN GRAVI CONDIZIONI GUIDO TREVISAN, COMPAGNO DI ESCURSIONE

191

E’ stato recuperato in tarda serata dalle squadre del soccorso alpino e trasportato d’urgenza in elicottero all’ospedale Santa Chiara di Trento, dove è ricoverato non in gravi condizioni, Guido Trevisan, 46enne di Noale (Venezia) ex gestore del rifugio Pian dei Fiacconi in Marmolada, travolto insieme alla compagna di escursione Arianna Sittoni dalla slavina caduta ieri pomeriggio in val Campelle a 2.100 metri di quota.
Purtroppo per Arianna Sittoni, 30 anni di Viarago di Pergine, non c’è stato nulla da fare. La massa nevosa l’ha completamente sepolta non lasciandole scampo. La sua salma è stata recuperata questa mattina, ieri a causa delle condizioni meteo proibitive non è stato possibile farlo.
Molto difficili e complicate le manovre di salvataggio di Guido Trevisan: colpa della neve fresca, del vento e della pioggia che si è abbattuta sulla zona. A dare l’allarme la moglie di Guido, che non l’ha visto rientrata a casa e ha chiamato i soccorsi.
Straziante da rileggere oggi il post lasciato su Instragram da Arianna pochi giorni la tragedia della Marmolada a cui era scampata: “Ci trovavamo proprio lì, a sud della Marmolada, ignari di tutto scalavamo quella parete mentre dall’altra parte un enorme pezzo di calotta si stava staccando portandosi dietro tutto e tutti, così vicini ma così lontani… Alla montagna non si comanda, a volte ci si trova semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato…”.
Purtroppo proprio come è accaduto ieri pomeriggio.

Quella di Guido Trevisan non è una mai stata una vita tranquilla. Di lui si era già parlato il 14 dicembre 2020, quando una valanga cadde sul “Pian dei Fiacconi” in Marmolada, distruggendo completamente la struttura nata nel 1947 e che aveva rilevato nel 2001. Quella slavina fortunatamente non aveva provocato morti ma solo ingenti danni economici. Guido Trevisan dopo quel disastro era ripartito dal rifugio “Malga Caldenave” sul Lagorai.